In Italia l’e-commerce sta crescendo ma stenta ancora a decollare.
Uno dei motivi è che da noi manca l’offerta: sono ancora poche le aziende che vendono online. Stiamo parlando di appena il 5% contro il 15% della media europea. Dopo di noi, c’è solo la Romania.
Tra le Pmi, in Italia solo l’11% vende on line, mentre in Germania si tocca il 30%. Se guardiamo le piccole aziende, poi, lo scenario peggiora.
Nonostante tutto, però, qualcosa si sta muovendo. Nel 2012 in Italia c’è stato un +19% del valore delle vendite on line. Non solo: nel 2006 la metà degli utenti italiani pagava con contrassegno o bonifico; oggi chi compra in rete usa la prepagata (50%), Paypal e affini (30%). Piano piano, ci stiamo evolvendo.
Sono segnali che lasciano intuire come nel Bel Paese, il fenomeno dell’e-commerce possa crescere esponenzialmente, sfruttando la leva dei telefonini “smart”. Perché?
I dati testimoniano che l’82% dei possessori di uno smartphone ha cercato almeno una volta un prodotto con il telefono, finendo poi con il comprarlo principalmente tramite PC (41%) oppure off line (28%).
Complessivamente l’e-commerce in Italia ha toccato 8,1 miliardi di euro, a cui si sommano i 9,8 miliardi di euro legati ai giochi on line. Cosa acquistiamo? Ci piace il turismo (48%), le assicurazioni (10%) e l’abbigliamento (10%).
Numeri interessanti, che rappresentano solo l’un per mille del mercato mondiale. Da questo scenario emerge un’importante indicazione per le aziende: i primi che si attrezzeranno ad intercettare questa domanda, saranno quelli che avranno anche maggiori opportunità di trarne benefici.
Fonte: Wired.





