Il social è ovunque. Questa è la considerazione finale sulla quale riflettevo mentre, seduto al mio posto, osservavo Londra dall’alto sul volo di rientro dal CloudForce organizzato da Salesforce il 22 maggio. È stata una splendida esperienza, condivisa con altri colleghi, che mi/ci ha permesso di estendere i confini della nostra attività professionale per confrontarli con quelli di realtà analoghe che operano nel mercato europeo.
LE ASPETTATIVE
Nei giorni precedenti alla partenza, la mia formazione tecnica aveva alimentato una certa curiosità verso gli ambienti dei developer con i quali mi sarei incontrato (per darvi un’idea, al CloudForce c’erano 14mila iscritti). Il mondo Saleforce è in rapidissima evoluzione e volevo capire se la percezione che avevo maturato di questa realtà in Italia, fosse allineata a quella degli altri Paesi europei, per derivarne poi una corretta visione d’insieme.
Un altro aspetto d’interesse, poi, riguardava il sentiment diffuso dei partecipanti, le nuove tendenze, le prospettive di sviluppo.
Bene, lo scenario che ho percepito attraverso i vari contatti è stato assolutamente positivo e stimolante. Il livello tecnico che l’area ‘sviluppo’ di Telnext ha raggiunto in questi anni è molto vicino agli standard dei nostri colleghi europei: ho avuto la netta percezione di un’azienda (la nostra, intendo) molto competitiva per know-how e competenze. Siamo dunque sul pezzo.
IMPRESE SEMPRE PIU’ SOCIAL
La cosa che più mi ha sorpreso, però, è l’integrazione profonda che ha raggiunto il mondo social rispetto alle dinamiche aziendali evolute e – di riflesso – nei confronti di Salesforce quale fornitore di soluzioni e servizi a sostegno delle reti di vendita.
Cito due case significativi che ho visto da vicino.
Spotify – azienda svedese che fornisce servizio musicale on demand in streaming – ha presentato un modello di social-enterprise pensato per la propria rete interna di user. Il media sociale di Spotify (in questo caso è stato scelto Chatter di Salesforce) oggi è in grado garantire la gestione di tutte le dinamiche utili a generare dialogo, confronto, organizzazione, pianificazione e sviluppo delle attività di gruppo, con risultati molto interessanti sia per efficienza, che per competitività.
Altro case interessante è quello di Activision, realtà statunitense produttrice di videogiochi. Qui è stato realizzato un modello di impresa-social per coinvolgere i propri utenti/conusmer nei processi di sviluppo e miglioramento dei prodotti. In estrema sintesi, attraverso i principali social media – Fb, Tw e Ytube – Activision è in grado di raccogliere indicazioni di varia natura, garantendo un confronto personale – con tanto di nome e cognome – da parte del proprio staff verso i player finali.
ASIMMETRIE INTERNAZIONALI
Ascoltare, comprendere e partecipare: le tre regole del mondo social applicate alla perfezione e integrate con il sistema Crm di Salesforce. Semplice (in teoria) quanto stupefacente (nella pratica)!
E da noi? Poco prima che le ruote dell’aereo toccassero di nuovo terra a Milano, ho condiviso con i colleghi la considerazione che in Italia, il gap evolutivo che separa le nostre aziende dal mondo è ancora rilevante.
Ciò ci pone in una posizione di vantaggio rispetto al mercato nostrano: intercettare la crescita che ha caratterizzato i paesi più sviluppati in materia di Crm, social e servizi ci dà un margine competitivo enorme.
Per risultare vincenti e propositivi nei confronti dei nostri prospect, non dobbiamo smettere di porci verso di loro in un’ottica innovativa e costruttiva, cavalcando le soluzioni che altrove sono già una realtà validata.
C’erano altri italiani al Cloudforce? A volte ho l’impressione che noi (italiani) siamo un pò indietro rispetto al resto d’Europa in merito ai temi di crm, social enterprise ecc… Conndivido il tuo punto di vista anche se personalmente ho vissuto l’evento dal punto di vista di end-user e amministratore ma non di developer!
Ciao Mimma,
grazie per il tuo post!Rispetto al Dreamforce dello scorso agosto a San Francisco oserei dire che gli italiani mi sono sembrati “pochi ma buoni”. L’impressione è che forse anche l’Italia sta finalmente facendo i primi passi verso il Social Enterprise ma, credo che il vero sviluppo lo avremo solo fra qualche anno.
“..il gap evolutivo che separa le nostre aziende dal mondo è ancora rilevante..” Onestamente chiamarlo gap è riduttivo… Siamo partiti ora con il Social a livello ludico/personale e siamo anni luce lontani da un minimo di competenze sulle tematiche enteprise. Ieri, 29 maggio, a Roma c’è stato un evento di presentazione di una soluzione di Social CRM rivolta alle aziende. Erano presenti grossi calibri in ambito utilities, telco, finance..a mio avviso non avevano la minima idea di cosa si stesse parlando e soprattutto di cosa si dovesse fare..molti pensano ancora social=apro la pagina su facebook.
A prescindere dalla soluzione tecnologica quello che manca è la CONOSCENZA…occorre iniziare a fare della formazione seria su questi temi
Ciao Davide,
quello che notiamo noi è che in Italia l’argomento “social” è molto “chiacchierato” ma, in effetti manca ancora molta cultura aziendale in tal senso, come dici tu forse sarebbe necessaria della formazione su questi temi….invece riteniamo che ci sia molto più terreno fertile, conoscenza e richiesta nell’ambito delle applicazioni mobile.
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